Clinical Case Report del Dott. Marco Bevilacqua, Dott. Tiziano Tealdo, Dott. Christian Alberti, Dott.ssa Maria Menini

Chi si occupa di implantoprotesi sa come la scelta dell’impianto sia di fondamentale importanza per l’ottenimento del successo clinico immediato e a lungo termine.

Le caratteristiche principali da valutare nella scelta fra le diverse tipologie di impianti oggi presenti sul mercato sono quattro:

  1. Macro-struttura o macro-architettura, determinata dalla forma dell’impianto, che, nonostante l’ormai consolidata preferenza per la forma radicolare (tronco-conica o rootform), può essere anche cilindrica, a lama, a disco, ad ago e in altre morfologie.
  2. Micro-struttura o profilo dell’impianto, determinata dalla geometria delle spire (quantità, altezza, spessore, angolazione): a parità di morfologia macroscopica, il profilo può presentarsi lineare con spire o con gradini e tali elementi possono avere una geometria e una dimensione diversa. Queste caratteristiche influenzano la direzione dei vettori della forza di carico esercitata sull’osso circostante.
  3. Micro-topografia, determinata dal trattamento della superficie: l’impianto può mostrare vari gradi di rugosità, di tipo diverso e di entità variabile a seconda del trattamento utilizzato nella produzione del manufatto o presentare esclusivamente le striature dovute al processo di tornitura ed è quindi definito “impianto con superficie liscia” (machined).

4. Struttura chimica, determinata dalla composizione chimica della superficie a seguito del trattamento di produzione: regola gli scambi ionici con l’organismo ed è alla base di fenomeni di citotossicità e infiammazione. Inoltre, la deposizione e l’assorbimento di proteine dal sangue, processi influenzati dalla struttura chimica, sono di basilare importanza nello stabilire l’interfaccia tessuto-impianto.

La macro-struttura e la micro-struttura dell’impianto condizionano il comportamento biomeccanico dell’impianto e quindi influiscono sulla stabilità primaria e sulla distribuzione di forze all’interfaccia osso- impianto in seguito al carico occlusale. La micro-topografia e la struttura chimica agiscono invece sul comportamento biologico tra il dispositivo alloplastico e l’ospite.

 

CCR Tealdo

 

Sulla base di questa premessa, Biomax ha sviluppato un nuovo impianto (UNIPLANT) con macro e micro-struttura di ultima generazione che racchiude i più moderni concetti biomeccanici.

 

CCR Tealdo 2

 

Tutti i particolari del disegno dell’UNIPLANT concorrono a creare un impianto il cui obiettivo principale è di offrire un’adeguata stabilità primaria anche nelle situazioni più critiche: dall’osso di scarsa qualità ai siti post estrattivi, dalle procedure di carico immediato più estreme ai ritrattamenti implantari.

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